Il nome che ho scelto per il nostro Dojo è quello della dea Marici (in giapponese).
Essa rappresenta la divinità del sole e della luce, il suo significato in sanscrito è propriamente “raggio di luce”, il suo compito inoltre è quello di tutelare i viaggiatori.
Il tema del viaggio è una metafora a me molto cara poiché sta a indicare ciò che verrà svolto qui da noi attraverso la pratica dell’Aikido: un percorso di vita.
Ci si allenerà all’utilizzo di principi adatti ad una corretta crescita fisica e spirituale.
Le figure chiave all’interno di questo sistema, nonché le dinamiche relazionali fondamentali sono quelle dell’insegnante – allievo e dell’allievo anziano (_sempai_) allievo (_kohai_): essi infatti si troveranno all’interno di questo percorso a condiviedere il tutto; i loro ruoli durante la pratica si invertiranno e la fase di apprendimento avverrà costantemente in entrambi i versi.
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